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Difenditi come una Montagna
Sorgi come il Sole
Muori come un Eroe

venerdì 12 marzo 2010

BUSHIDO: La via del Guerriero Samurai e il suo codice d'onore

I celebri versi di Motori Norinaga ci suggeriscono l’immagine di Yamato, lo spirito mistico-religioso del patriottismo giapponese, lo Yamatodamashii.

Shikishima no
Yamatogokoro wo
Hito towaba
Asahi ni niou
Yama – zakura bana


Se qualcuno domanda
qual è l’anima dello Yamato
È un fiore di ciliegio
Che profuma il sol levante.


Nella storia del Giappone, la classe sociale che ebbe potere politico e una posizione di leadership dalla fine del 12esimo secolo fino alla fine del 19esimo secolo fu la classe del guerriero chiamata in giapponese bushi, oppure samurai.
Nel periodo Edo la classe samurai era la classe sociale piu' alta seguita dalla classe contadina, degli artigiani ed infine dei commercianti. Nonostante l'abolizione di questo sistema a classi sociali durante la Restaurazione Meiji, ex-samurai erano attivamente presenti nella modernizzazione del Giappone.
Il risultato fu una grande influenza sulla societa' giapponese; lo spirito dei samurai (o bushido) era un fattore estremamente importante nel modellare la mente giapponese.
Questo codice (codice samurai, codice bushido, codice d'onore e diverse altre traduzioni ed interpretazioni) divenne utile al governo giapponese come macchina di propaganda. All'occorrenza (vediamo il periodo degli anni '30 e prima meta' degli anni '40) tutti i sudditi giapponesi erano discendenti di samurai e come tali dovevano totale obbedienza al loro "capo".
Bushido si riferisce ad etiche che si formarono tra i samurai. Nonostante il termine non fu usato fino al periodo Edo (1603 - 1867), il concetto di per se' naque nel periodo Kamakura (1192 - 1333) evolvendo con l'adozione di ideali neo-confucianesimi nel periodo Edo per poi diventare le fondamenta della morale nazionale dopo la Restaurazione Meiji.
E' importante ricordare che "Bushido non solo comprende spirito marziale e conoscenze nelle armi ma anche assoluta fedelta' nel proprio capo, un forte senso di onore, devozione al dovere e il coraggio, se richiesto, di sacrificare la propria vita in battaglia o nel rito del seppuku (harakiri)".




Il bushi rappresentava qualcosa di più di un guerriero in grado di disporre di metodi di combattimento pratici ed efficienti. Si trattava di abbracciare "vie" o discipline di avanzamento morale, destinate a favorire la formazione di una personalità matura, equilibrata e integrata, di un uomo in pace con se stesso e in armonia con il suo ambiente, tanto sociale quanto naturale. La parola Budo si identifica, quindi, con le motivazioni di natura etica che dovevano regolare la condotta del guerriero giapponese "bu-shi" o del combattente in generale "bu-jin". Il bujutsu viene considerato quale modalità funzionale e strategica del combattimento, ma solo in pochissimi casi certi maestri riuscivano ad armonizzare il loro "jutsu" con l'altissimo "do" o imperativo etico fino al punto di cambiare o trasformare le antiche tecniche delle arti marziali, sottraendole così dalla dimensione specializzata e ristretta dell'esperienza militare e trasformandole in discipline d'illuminazione e di perfezionamento sociale e spirituale. In ogni caso, ancora oggi le molte discipline derivate da quasi tutte le arti marziali del passato, sono alle prese col dilemma che affligge la dottrina del bujutsu, ovvero la perenne contraddizione tra la tecnica "jutsu" e la sua motivazione suprema, il "do".

Le sette regole del Bushido:
• Rettitudine o giustizia “Gi”: una delle cinque grandi virtù dei confuciani.

• Il coraggio, spirito di audacia e di generosità "Yu": il sereno e freddo coraggio è la qualità suprema per un bushi.

• Benevolenza o sensibilità verso il dolore "Jin": sensibilità umana, disposizione d'animo verso la comprensione e l'affetto.

• Cortesia "Rei": etichetta, riti, gentilezza, buona educazione, correttezza. Codice di comportamento rituale: conformando la propria vita ad una rigida etichetta, sostengono i confuciani, l'uomo può elevarsi ad acquisire un animo nobile.

• Veracità e sincerità "Shin" o anche "Makoto": buona fede.

• Onore "Meiyo": senso dell'onore e rispetto del rango cui si appartiene e del proprio valore.

• Dovere di lealtà "Chugi": il codice dell'etica cavalleresca giapponese conosce il valore di devozione e fedeltà verso chi è superiore.

a cura di lidia katia c. manzo

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