Combatti come un Leone
Difenditi come una Montagna
Sorgi come il Sole
Muori come un Eroe


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lunedì 28 ottobre 2013

IL COLORE DEI DRAGHI : NERO


Ebbene, ho trovato un sito in inglese dove c'è una mole tale di informazioni sui draghi che è impressionante. Ho chiesto di poter inserire sul mio blog gli articoli ma ancora non mi hanno risposto.
 lo faccio ugualmente, cito fonte e sito, non cambio nulla cercando di sistemare al meglio la traduzione e domandando scusa se non risulterà perfetta.
Ringrazio questo autore o autori, perchè trovo che sia un sito bellissimo, che ripaga in pieno la mia sete di ricerca su queste creature. Grazie a voi ed ecco il primo pezzo che viene dal sito http://www.blackdrago.com, PER TUTTO IL RESTO VI RIMANDO AL SITO.

IL SIMBOLISMO DEL COLORE NERO


 ILnero è l'assenza di colore, il negativo di bianco.  Per questo motivo, il nero è il colore del vuoto primordiale, quella che esisteva prima della luce. Nero possiede un misterioso senso di estinzione, ed è considerato il colore della notte, dove l'ignoto è manifesto, ma nero rappresenta anche lo stato germinale, l'inizio sicuramente a crescere.
L'affermazione che il nero è universalmente associato con la morte, il male, e la malattia sembra in un primo momento,  ma un altro sguardo rivela che il nero ha molte altre associazioni, come la fertilità e le terre appena fecondate.
In alcune parti del mondo arabo, il nero è considerato sfortunato,  , ma il nero è anche un simbolo di potere e di autorità, un emblema del Califfato, il primo sistema di governo stabilito nell'Islam. 
E'un colore che sembra indifferente, incapsula il segno di umiltà e di rispettabilità. 
In Egitto, il nero è il colore della resurrezione e della vita eterna,  associata alla dea madre e della fertilità, soprattutto in connessione con il rosso, o il sangue
In Cina, nero rappresenta l'elemento Yin passivo. Il suo elemento opposto, Yang, è di colore giallo brillante. ] Anche se il nero è considerato un colore per i ragazzi giovani,  resta un colore del buio e non è solitamente indossato come un colore primario.  Nelle 4 direzioni primarie, il nero è il colore del Guerriero Oscuro,, raffigurato come una tartaruga con un serpente intrecciato.  Il Guerriero Oscuro simboleggia la direzione nord, e, a differenza delle altre direzioni, non fu mai onorato o venerato. Le persone lo consideravano e temeva no   per essere la casa del dio distruttivo dell'oceano.  elemento del Guerriero Oscuro è l'acqua, e nel Wu Xing, i cinque elementi della Cina, il nero è associato con l'elemento acqua. 
Per l'Apache del Nord America, il nero simboleggia l'occidente, dove il sole tramonta. In tutte le parti dell'Europa occidentale, il nero simboleggia periodi di lutto, funerali, e Halloween. 
In Feng Shui, nero è associato all'elemento acqua e lo yin passivo.
 Nero rappresenta il denaro o di reddito, la carriera, la protezione emotiva, potenza, stabilità .
Nella psicologia junghiana, il nero rappresenta l'aspetto ombra della psiche inconscia, e in altre scuole di psicologia, il nero è stato collegato con la fiducia in se stessi, forza e potenza. 

Sintesi del Simbolismo del colore nero

Il nero è associato con il buio, l'ignoto, l'invisibile. La paura ispirata da queste connessioni può essere la ragione che il nero è diventato un colore simbolo di potere e autorità. Il nero è associato con la notte e il sole al tramonto. Nero è collegato sia con la morte e la rinascita.Fertilità e la dea madre, connessi anche con la morte e la rinascita, si intrecciano con il colore nero.
Indossare un abito nero potrebbe essere una indicazione della posizione o autorità, o può essere un segno di lutto, perdita, o addirittura una malattia.
Poiché nero simboleggia il vuoto primordiale prima della creazione, appare in ogni persona come la personalità ombra nella psicologia junghiana. Mentre la parola 'ombra' potrebbe indicare negatività, l'ombra non è necessariamente un aspetto negativo della psiche. Proprio come l'ombra del corpo fisico, l'ombra della psiche è presente in ogni persona cosciente, evidente solo in contrasto con la mente conscia. Lo stato germinale della creazione, anche, esiste all'interno di ogni persona come parte del aspetto ombra, dal quale nuova sintesi e nuove creazioni spesso sorgono spontaneamente.
La varietà del simbolismo per il colore nero è stratificata. Questo spiega perché nero è anche percepito come un colore caotico,  che rappresenta l'ombra, l'ignoto, e le imprevedibili tà, così come i processi ciclici della vita, morte e rinascita, tra cui la fertilità. Dal momento che la fertilità della terra e la fertilità di essere umano, rimangono sfuggenti, la natura caotica e imprevedibile si coordina con le altre associazioni di nero.

Black Dragons

Black Dragon
Si dice che un animale nero incarna l'assoluto della loro specie, motivo per cui molti animali neri sono scelti per il sacrificio cerimoniale.Si consideri, poi, il drago nero come l'assoluto della sua specie.
.Qualsiasi creatura notturna con la mimetica aggiuntiva di carnagione nera sarebbe indubbiamente resa  molto più pericolosa per gli esseri umani, che non possono vedere bene di notte. Tanto più per un drago feroce.
In Cina, i draghi neri causano temporali quando combattono l'un l'altro nel cielo.
Un drago nero avrebbe numerosi vantaggi nel mondo fisico, come ad esempio scomparire in una grotta o di essere in grado di nascondersi in ombra. Un drago nero, quindi, rappresenterebbe l'ombra in agguato della psiche, una creatura immensamente potente e creativa, anche se altrettanto distruttivo, che può restare invisibile fino al momento di fare la sua mossa.
Tutte le grafiche drago in questa pagina sono stati creati da Donna Quinn .

domenica 20 maggio 2012

arrangiatevi italiani, come sempre...

E' del 18 Maggio la legge fresca fresca passata nell'indifferenza mirata dei media che dichiara:  Non ci saranno più rimborsi o aiuti ai cittadini italiani in caso di calamità naturali da parte dello Stato.
INTENDIAMOCI,  quello stesso STATO  che proclama che i diversamente abili  devono FARE  LA  LORO PARTE  ANCHE LORO ( giustificando cosi  i tagli agli aiuti che per loro sono fondamentali ), come dire, se sei disabile sparati subito che ti togli dalle balle.
Quello stesso STATO  che dice che GLI ITALIANI STANNO MEGLIO DEI GRECI,  INFATTI, SUICIDI ANNUALI IN GRECIA A CAUSA DELLA CRISI 1700 IN ITALIA  SOLO LA META'...
insomma, italiani, che aspettate a spararvi o a impiccarvi per la disperazione, non vedete che in grecia sanno fare di meglio?....
MA MI RACCOMANDO ITALIANI, ANDATE A VOTARE, PERCHE' LO STATO VI PROTEGGE.
VOTARE E'  UN DIRITTO DEL CITTADINO.

RIDURRE IL CITTADINO ALLA DISPERAZIONE PORTANDOLO AL SUICIDIO E'  UN DOVERE E UN DIRITTO DELLO STATO ITALIANO.

PAGATE TUTTI LE TASSE,  LAVORATE IN REGOLA PER UNA PENSIONE CHE MAI AVRETE,  SPERATE CHE IL MEDICO VI OPERI LA GAMBA GIUSTA  E CHE  DIO PROVVEDA,  ITALIANI,   E MI RACCOMANDO, VISTO CHE CI SIETE, PREGATE TUTTI GLI DEI CHE CONOSCETE, PERCHE' QUELLO CHE PREGATE DI SOLITO NON BASTA PIU' A NULLA.
E GIA' CHE CI SIETE FATE STUDIARE I VOSTRI FIGLI NELLE SCUOLE, COSI' LA PROSSIMA VOLTA SALTERA' IN ARIA UN ALTRO BEL GRUPPO, MENTRE A MONTECITORIO  LE VACCHE SONO SEMPRE GRASSE E GLI IMPUNITI IMPERANO.

SE AVETE LE PALLE, METTETELE LI' LE BOMBE, NON DAVANTI ALLE SCUOLE, FARABUTTI.

E MI SONO ROTTA LE SCATOLE,  BUTTIAMOLI FUORI TUTTI  STI LADRI CHE GOVERNANO .


sabato 24 dicembre 2011

buon Natale e felice anno



Era festa dovunque: in ogni chiesa, in ogni casa: intorno al ceppo,
lassù; innanzi a un Presepe,
laggiù; noti volti tra ignoti riuniti in lieta cena;
eran canti sacri, suoni di zampogne, gridi di fanciulli esultanti, contese di giocatori...
E le vie delle città grandi e piccole, dei villaggi, dei borghi alpestri o marini,
eran deserte nella rigida notte.
E mi pareva di andar frettoloso per quelle vie,da questa casa a quella,
per godere della raccolta festa degli altri;
mi trattenevo un poco in ognuna, poi auguravo:
- Buon Natale
Luigi Pirandello 

un augurio dal cuore, un felice Natale per tutti noi.

mercoledì 13 ottobre 2010

I have a dream

Arrivare ad essere tutti fratelli, tutti amici...
Lo penso anche io , mi piace pensare che sia possibile. Nel momento che ci accorgiamo che la persona che abbiamo davanti è fatta di carne e di sangue, se riusciamo a mettere da parte idee politiche e religiose , rimane l'uomo, il ViVente.
sono buone intenzioni, e restano utopia, un giorno chissà, I have a dream........

sono giunta a questo: la ricerca di Dio, nasce dal desiderio di rispondere alla domanda finale: Sono stato creato ? da dove vengo?
nessuno sa rispondere in verità a questo, ogni risposta è soltanto un concetto, una supposizione, un idea, e tale rimane, dentro a tutte le religioni . Anche la scienza, spazia dentro a teorie, proposte per verità, come quella di Darwin e ci confonde da decenni.
La TEORIA regna sovrana.
Congetture... e ancora e ancora, inventate da uomini che cercavano una risposta e non avendola trovata, continuano a formulare credenze vecchie e nuove.
La risposta migliore resta questa : " io credo in ciò che che mi fa stare bene, questo vuol dire armonia, con l'Intero Universo"

martedì 3 agosto 2010

LEGGENDA CINESE : il Pruno a forma di Drago


IL PRUNO A FORMA DI DRAGO


Nel XVIII secolo, durante l’era Kyoho a Momoyama Fushimi viveva un vecchio giardiniere, Hambei, che era amato e rispettato per la sua natura gentile e la sua grande onestà. Pur essendo povero, Hambei era riuscito a risparmiare abbastanza per vivere e aveva ereditato dal padre una casa con il relativo giardino. Di conseguenza era felice. Il suo passatempo preferito era quello di curare il giardino e un pruno di una bellezza straordinaria, noto in Giappone con il nome di furyo, che significa “drago giacente”. Questi alberi hanno grande valore e sono molto richiesti per la decorazione dei giardini. Cosa abbastanza curiosa, benché se ne possano vedere molti sulle montagne o su isole selvagge, molto di rado si trovano in luoghi abitati, tranne che nei pressi di grandi centri commerciali. Anzi, i giapponesi hanno quasi una venerazione per alcuni di questi alberi a forma di furyo e li lasciano stare, si tratti di pini o di pruni.
Hambei amava talmente quell’albero che nessuna offerta, per quanto generosa, l’avrebbe indotto a separarsene. I colori e le curve di quel vecchio e piccolo pruno erano così famosi, che molte volte gli avevano offerto forti somme di denaro per acquistarlo. Hambei non lo amava solo per la sua bellezza, ma anche perché era appartenuto già a suo padre e a suo nonno. Ora che era vecchio, con la moglie che soffriva di demenza senile e i figli ormai fuori casa, quell’albero era il suo principale compagno. In autunno ne curava l’aspetto ripulendolo dalle foglie morte e morenti. A novembre e dicembre si sentiva dispiaciuto e vicino a lui per il suo stato freddo e nudo, ma a gennaio era felice di sorvegliare le gemme che a febbraio sarebbero fiorite. Quando fiorivano, aveva l’abitudine di permettere alla gente, in determinate ore del giorno, di venire a vedere l’albero e raccontava storie di fatti realmente accaduti che riguardavano il pruno. Quando se ne andavano, Hambei si occupava di sfrondare e legare l’albero. Nella stagione calda indugiava sotto di lui fumando la pipa e spesso era ricompensato per le sue cure da due o tre dozzine di prugne squisite, che apprezzava e amava quanto e forse più che se si fosse trattato dei suoi stessi figli.
E così, anno dopo anno, quell’albero era diventato un compagno tanto intimo di Hambei, che nemmeno un’offerta da re sarebbe riuscito a comprarlo.
Ma, ahimè! Nessuno è destinato a essere lasciato in pace a questo mondo. Puoi star certo che presto o tardi qualcuno vorrà avere ciò che possiedi.
Accadde che un alto ufficiale dell’imperatore sentì parlare dell’albero furyo di Hambei e desiderò averlo per il suo giardino. Questo dainagon1 mandò il suo servitore personale, Kotaro Naruse, da Hambei con una proposta di acquisto, senza dubitare neppure per un istante che il vecchio giardiniere avrebbe subito venduto, se la somma offerta fosse stata sufficiente.
Kotaro Naruse giunse a Momoyama Fushimi e fu ricevuto con i dovuti omaggi. Dopo aver bevuto una tazza di the, comunicò di essere stato mandato per accordarsi al fine di prendere il pruno furyo per il dainagon.
Hambei era perplesso. Che scusa poteva trovare per opporre un rifiuto a una persona tanto in alto? Fece un commento indeciso e abbastanza ingenuo, del quale il furbo servitore approfittò subito.
«Per nessuna ragione», disse, «posso vendere questo vecchio albero. Ho già rifiutato molte offerte che mi sono state fatte».
«Non ho mai detto di essere stato mandato a offrire del denaro per comprarlo», disse Kotaro. «Ho detto che sono stato mandato a prendere accordi in modo che il dainagon possa avere il pruno trasportato con cura fino al suo palazzo, dove ha intenzione di accoglierlo con tutto il cerimoniale e di trattarlo con il massimo della gentilezza. È come condurre una sposa al palazzo per il dainagon. Pensa quale onore sarebbe per il pruno essere unito in matrimonio con una persona di una casata tanto illustre! Dovresti essere orgoglioso di una simile unione per il tuo albero! Accetta il mio consiglio e accondiscendi al desiderio del dainagon!»
Che poteva dire Hambei a questo punto? Una persona di umili natali come lui alla quale un valoroso samurai chiedeva un favore nientemeno che per il dainagon!
«Mio signore», rispose, «la tua richiesta per conto del dainagon è stata fatta con tanta cortesia che non mi sognerei mai di rifiutare. Ma devi dire al dainagon che l’albero è un regalo, perché non posso venderlo».
Kotaro fu molto soddisfatto per il successo del suo stratagemma ed estraendo un sacchetto dal suo abito, disse:
«Come usa quando si fa un regalo, ti prego di accettare quest’altro piccolo dono come contraccambio»
Per la grande meraviglia del giardiniere il sacchetto conteneva dell’oro. Lo restituì a Kotaro, dicendo che non poteva accettare il dono, ma incalzato dalla parlantina del samurai, alla fine accettò.
Non appena Kotaro lo ebbe lasciato, Hambei si pentì di questo. Si sentiva come se avesse venduto la sua carne e il suo sangue, come se avesse venduto sua figlia al dainagon.
Quella notte non riuscì a dormire. Verso mezzanotte la moglie corse nella sua stanza e, tirandolo per la manica, gridò:
«Tu, vecchio disgraziato! Tu, infame vecchio mascalzone! Alla tua età! Dove hai scovato questa ragazza? Ti ho scoperto! Non dirmi bugie! E adesso vuoi anche picchiarmi, lo vedo dai tuoi occhi. Non mi stupisce che ti vendichi così, devi essere un vecchio pazzo!»
Hambei pensò che sua moglie fosse uscita di senno. Lui non aveva visto ragazze.
«Di cosa stai parlando, Obaa-San?»2 chiese. «Non ho visto ragazze e non so di cosa stai parlando».
«Non mentirmi! L’ho vista! L’ho vista con questi occhi mentre scendevo per bere una tazza d’acqua!»
«Hai visto, hai visto! Che significa che hai visto?» disse Hambei. «Credo che tu sia diventata matta, se credi di vedere ragazze!»
«L’ho vista! L’ho vista piangere fuori della porta. E che bella ragazza che era, vecchio sporcaccione! Non più di diciassette o diciotto anni».
Hambei uscì dal letto per controllare se la moglie aveva detto la verità o era veramente diventata matta
Arrivato alla porta, udì singhiozzare e, quando la aprì, vide una bella ragazza.
«Chi sei? e cosa fai qui?» chiese Hambei.
«Sono lo spirito del pruno che per tanti anni hai curato e amato, come avevano fatto tuo padre e tuo nonno prima di te. Ho saputo, e la cosa mi ha molto rattristato, che hai concluso un accordo per cui dovrò essere spostata nel giardino del dainagon. Può sembrare una grande fortuna appartenere una nobile famiglia e un onore entrare a farne parte. Non dovrei lamentarmi, invece sono triste perché mi toglieranno dal luogo in cui ho vissuto tanto a lungo e mi allontaneranno da te, che sei venuto incontro con tanta premura alle mie necessità. Non puoi farmi restare qui ancora un po’, almeno finché vivo? Ti prego, fallo!»
«Ho promesso che sabato ti avrei mandato al dainagon a Kyoto, ma non posso respingere la tua richiesta, perché desidero averti qui. Intanto rasserenati, e io vedrò cosa si può fare», disse Hambei.
Lo spirito si asciugò le lacrime, sorrise ad Hambei e scomparve tra i rami dell’albero, mentre la moglie di Hambei stava a guardare sbalordita, incerta se tutto questo non fosse una burla di suo marito.
Alla fine giunse il sabato fatale in cui l’albero doveva essere spostato, e Kotaro si presentò con molti uomini e un carro. Hambei gli raccontò cos’era accaduto, gli parlò dello spirito dell’albero e di come lo aveva supplicato.
«Tieni! Riprenditi il denaro, ti prego!» disse il vecchio. «Racconta la storia al dainagon così come io l’ho raccontata a te, e di sicuro avrà pietà».
Kotaro si arrabbiò e disse:
«Da dove arriva questo voltafaccia? Hai bevuto troppo sakè per caso? o ti stai prendendo gioco di me? Stai attento, ti avverto, altrimenti finirai per trovarti senza testa. Anche ammesso che lo spirito dell’albero ti sia apparso sotto forma di una ragazza, come può aver detto che gli dispiace di abbandonare il tuo misero giardino in cambio di un posto d’onore in quello del dainagon? Sei un pazzo, e un pazzo offensivo per di più, come osi restituire al dainagon il suo regalo? Come potrei spiegargli la tua offesa, e cosa penserebbe di me? Dato che non vuoi mantenere la tua parola, prenderò l’albero con la forza, e se non potrò farlo, ti ucciderò».

- Lo spirito dell’albero appare a Kotaro e al vecchio -
Kotaro era furibondo. Buttò a terra Hambei a forza di calci e, sguainata la spada, stava per tagliargli la testa, quando improvvisamente ci fu un piccolo sbuffo di vento profumato di fiori di pruno, e subito dopo di fronte a Kotaro c’era la bella ragazza, lo spirito del pruno!


«Togliti di mezzo, o ti farai male!», gridò Kotaro.
«No, non me ne andrò. È meglio che tu uccida me, lo spirito che ha causato tanti guai, piuttosto di uccidere un povero vecchio innocente», disse lo spirito.
«Non credo agli spiriti degli alberi», disse Kotaro. «Che sei uno spirito si vede, ma sei solo quello di una vecchia volpe. Quindi accoglierò la tua richiesta e ti ucciderò per primo».
Ciò detto, vibrò un fendente con la spada e percepì chiaramente di aver tagliato un corpo da parte a parte. La ragazza scomparve, e tutto ciò che cadde fu un ramo del pruno e molti fiori che stavano sbocciando. Kotaro capì allora che quanto gli aveva detto il giardiniere era vero e si profuse in scuse.
«Porterò questo ramo al dainagon», disse, «e spero che ascolti la storia».
E fu così che lo spirito dell’albero salvò la vita di Hambei.
Il dainagon udì la storia e fu tanto commosso che inviò al vecchio giardiniere un messaggio gentile, dicendogli che poteva tenere sia l’albero che il denaro quale espressione del suo rammarico per i fastidi che gli aveva causato.
Ma ahimè, malgrado le cure di Hambei, l’alberò seccò e morì poco dopo il crudele colpo di Kotaro. Per molti anni l’albero secco fu oggetto di venerazione.

da www.ilbazardimari.net

venerdì 4 giugno 2010

CIP CIP CIP



Di solito la frase più sempice è: Ma hai la testa fra le nuvole?
Invece no, ho compreso che più semplicemente a periodi, ma non sono standard, ho come dire, un leggero fulminamento dei collegamenti celebrali.
In pratica si .., bhè, non posso dire come vorrei, ma le sinapsi sono andate, ite, corrono dietro alla vispa Teresa in mezzo al trifoglio.
Mai capitato?
Ho pensieri piuttosto elementari e semplici, scorrevoli, ma quando mi capita sto periodo di Holiday on ice della materia grigia Ritorno dal Futuro per me è un film già visto, posso riferirmi a me stessa come Via col Vento.

Quanto dura difficile dirlo, ma si insinua tra le righe del materasso lentamente, e mi va solo di stare a guardare le nuvole, un bel film, il gatto che corre, e meno che manco di pensare. Programmare la lista della spesa prende tutta la mia residua attenzione giornaliera e ho dimenticanze piuttosto evidenti sul resto.
Penso che possa trattarsi di un momento di relax, una vacanza meritata, mica posso sempre essere superconcentrata.
Evvaiiiiiiiii, trallallà trallallè.........

giovedì 18 marzo 2010

I PUPAZZI DI BURRO




Si sciolgono in un baleno nel forno, come neve al sole.
Quando cadono le convenzioni e le maschere diventano pesanti, costringendo a mostrare il vero se', i pupazzi di burro si sciolgono al sole della verità.
Quanto è difficile riconoscerli cosi' talmente è facile perderli per strada.
Non capiranno la differenza tra spontaneità e ipocrisia, tra equivoco e sotterfugio, tra disponibilità e presunzione, tra generosità e convenzione.
Gireranno le frasi, cercheranno di metterti in bocca parole che non hai mai detto, svicoleranno le proprie, sovvertiranno l'ordine delle cose, il tutto per mostrare quanto abbiamo mancato verso di loro, quanto poco siamo capaci di amarli o di amare, incondizionatamente.
Sono pupazzi di burro, malleabili,fragili, e se restano fuori dal frigo diventano acidi.

Spesso la richiesta di amore incondizonato suona come: senti, fai la parte del coglione che andremo sempre daccordo...

Sono pupazzi di burro, non resistono a colpi diretti, ma nemmeno a tutti gli altri...

Oggi, quanti pupazzi di burro si sono squagliati nel forno di casa vostra?



pulite, pulite, più si pulisce più risplende tutto....che va bene cosi'.

sabato 6 marzo 2010



Conosco poche persone che davanti alla frase : "a sua immagine e somiglianza "arrivano a pensare più profondamnente dell'aspetto fisico, al solito che insomma inculca la religione . Pensate a quanti conoscete che intendono il divino che cè in loro...io molto pochi.
Non solo non è stato ben compreso ma è addirittura volutamente nascosto.
Questa preghiera è continuamente fatta travisare ai bambini che nel Padre Nostro imparano a intravedere una unica figura maschile, unico detentore del loro destino, lontano da loro un'eternità, praticamente raggiungibile solo con la morte dopo una vita sacrificata.
L'intero insegnamento di Gesù è cosi' travisato, e mi dispiace vedere come all'alba di questo millenio, le cose vadano ancora nella stessa direzione. Anzi, si va sempre più verso un integralismo cristiano, radicalizzando i concetti, verso una falsa idea di fratellanza che oltrepassa la tolleranza comune e diviene strumento di ristrettezze, mascherando un perbenismo ipocrita dietro a concetti come dichiarare che l'amore per la vita è sacro, ma poi si impedisce a genitori separati di partecipare alla Comunione della figlia.
Forse, sono andata forse fuori tema.
Quando invece si comprende il vero messaggio di Gesù si diventa
" PERFETTI" ciaooooo

venerdì 8 gennaio 2010




senza risposta


non ho risposte alle tue domande, inutile insistere su questa via.
Nessuno le ha avute per me, quando ne ero in cerca ma, non è per questo che non ne ho per te.
Non voglo questa responsabilità, perchè immancabilemnte arriverà il momento che lo rinfaccerai, se te ne dessi una.
Per quanto difficile e duro, senza movente ora, per quanto questo ti faccia sentire sopraffatto, non mi domandare se o quando o come, io non ho risposte per te.
Dovrai imparare a cercarle, a scoprirle, a trovarle. Indizi disseminati lungo il cammino ti giungeranno sul momento, utili suggerimenti, fuorvianti messaggi, pazze intuizioni, disillusioni, vane speranze; ecco cosa forma il cammino, ma non posso dirti nè come nè quando.
Non posso camminare al posto tuo. I miei errori sono stati, i tuoi stanno arrivando, le mie speranze andate, le tue nascono ora, sono e saranno differenti, distanti, ma non sarò io a dirti con che mezzo.
Non voglio questa responsabilità, so che penserai che ti lascio solo, ti sentirai abbandonato, mi giudicherai male, iniqua, inutile, traditrice, ma non puoi chiedermi quello che non posso darti.
Tu cerchi di conoscere se riuscirai, se avverrà, se ne sarai capace, se ci saranno le circostanze, se avrai la giusta accasione, se se se se.......
Non chiederlo a me, io non ho le risposte alle tue domande.
Non voglio averne, sono qua, vicino, con amore, ma non farmi domande a cui non so rispondere.
Per questo ho smesso di leggere le carte.